In che modo i gesti orientano l’interpretazione? Un esperimento internazionale su immagini sociali, cultura e omologazione
Questo progetto fa parte di SMartS, che promuove un apprendimento interdisciplinare basato sulla ricerca, attraverso il metodo SMArtE, coinvolgendo gli studenti nell’indagine scientifica dell’esperienza estetica e sociale.
INTRODUZIONE
Questo studio internazionale ha esplorato il potere comunicativo e psicologico dei gesti, chiedendosi se alcuni gesti molto presenti nella società contemporanea possano produrre interpretazioni simili tra persone diverse e in differenti contesti culturali.
Il progetto si ispira ai Gesti Tipici di Sergio Lombardo, una serie di grandi silhouette nere tratte da figure politiche e immagini diffuse dai media. Lombardo indagava il modo in cui determinate posture e gesti potessero comunicare autorità, potere o altri significati anche prima di una piena interpretazione consapevole.
Partendo da questa idea, gli studenti si sono chiesti se anche oggi alcuni gesti legati alla politica, ai social media e alla scuola possano produrre risposte relativamente omogenee, e se il loro significato cambi quando vengono osservati in contesti culturali diversi.
L’esperimento è stato realizzato attraverso una collaborazione internazionale tra la Scuola Secondaria di I grado “Mastromatteo” di Palo del Colle, Italia, e la Scuola “Joaquim da Silva Peçanha” di Duque de Caxias, Brasile.
DOMANDE DI RICERCA
Alcuni gesti contemporanei producono sensazioni e interpretazioni simili tra osservatori differenti?
Lo stesso gesto può essere interpretato in modo diverso in contesti culturali differenti?
Un gesto inventato e poco familiare genera interpretazioni più varie rispetto a gesti socialmente riconoscibili?
METODO
Gli studenti hanno lavorato in gruppi per individuare gesti collegati alla politica, ai social media e all’ambito educativo. Successivamente hanno realizzato grandi silhouette nere su cartone, ispirandosi al linguaggio visivo dei Gesti Tipici di Lombardo.
Una quinta immagine rappresentava invece un gesto originale inventato, utilizzato come stimolo di controllo.
Le silhouette eliminavano volti, colori e ambientazioni riconoscibili, in modo da concentrare l’attenzione dei partecipanti soprattutto sulla posizione del corpo e delle mani.
Le immagini sono state mostrate a partecipanti italiani e brasiliani. Per ciascuna immagine, veniva chiesto di indicare e valutare sensazioni come sicurezza, empatia, rispetto, paura, freddezza, energia, controllo, fascino e ammirazione. Inoltre, i partecipanti dovevano rispondere a una domanda aperta:
Che cosa ti comunica questo gesto?


RISULTATI
Alcuni gesti hanno prodotto interpretazioni relativamente coerenti all’interno del campione italiano. Alcune immagini sono state associate soprattutto a idee come energia e sicurezza, paura e controllo, freddezza, oppure esclusione e discriminazione.
Il gesto inventato usato come controllo ha prodotto invece risposte molto più eterogenee. Alcuni partecipanti hanno dichiarato di non sapere o di non comprendere che cosa il gesto comunicasse.
Il confronto tra Italia e Brasile ha mostrato sia somiglianze sia differenze. Un gesto è stato interpretato in entrambi i contesti come un invito alla calma o allo stop, mentre altre immagini hanno prodotto letture più differenziate culturalmente.
Per esempio, un gesto associato da diversi partecipanti italiani a dittatura, leadership o saluti autoritari ha generato tra i partecipanti brasiliani interpretazioni più varie, tra cui danza, divertimento, intimidazione e indicazione. Un’altra immagine è stata collegata frequentemente a discriminazione o pregiudizio nel campione italiano, mentre nel campione brasiliano sono comparsi più spesso riferimenti a bullismo, confronto o giudizio.
DISCUSSIONE
I risultati suggeriscono che i gesti possono diventare immagini socialmente riconoscibili capaci di orientare l’interpretazione, soprattutto quando vengono incontrati frequentemente nella politica, nei media, nella scuola o nei social network.
Allo stesso tempo, il confronto interculturale indica che il significato di un gesto non è completamente fisso. Lo stesso stimolo visivo può attivare risposte in parte simili in contesti diversi, ma anche essere interpretato attraverso esperienze culturali e repertori visivi differenti.
Particolarmente interessante è il risultato relativo allo stimolo di controllo. Poiché il gesto inventato non sembrava appartenere a un repertorio visivo già condiviso, ha prodotto interpretazioni più varie e incerte. Questo suggerisce che una maggiore familiarità culturale possa contribuire a rendere alcune risposte più prevedibili, mentre gesti meno familiari possono lasciare maggiore spazio all’interpretazione individuale.
CONCLUSIONE
Questo esperimento suggerisce che i gesti non sono semplici movimenti del corpo: possono diventare immagini sociali associate ad autorità, paura, appartenenza, esclusione, sicurezza o altri significati.
Il confronto tra partecipanti italiani e brasiliani indica inoltre che alcune interpretazioni possono essere condivise tra contesti differenti, mentre altre sembrano maggiormente legate all’esperienza culturale locale.
Attraverso il metodo SMArtE, gli studenti hanno trasformato i gesti in stimoli visivi sperimentali, raccolto dati quantitativi e qualitativi e confrontato il modo in cui le stesse immagini venivano interpretate in due Paesi.
Il progetto mostra come l’arte possa diventare uno strumento di ricerca per indagare non soltanto la percezione, ma anche l’influenza sociale, l’interpretazione culturale e il rapporto tra convenzioni visive condivise e risposte individuali.
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